La Dolce Vita è la pellicola del grande Federico Fellini che ci ha lasciato ormai dal 1993, film vincitore della Palma d’Oro a Cannes un campione di incassi per l’epoca che solo negli Stati Uniti incassò quasi 20 milioni di dollari. Un Cast di livello assoluto che annovera tra gli altri Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Yvonne Fourneaux, Alen Cuny e Anouk Aimeè.

Marcello Mastroianni è il protagonista dei 7 episodi della “Dolce Vita” romana e interpreta un cinico giornalista di cronaca rosa e aspirante scrittore in cerca di scoop stazionando ogni sera di fronte ai locali più in voga di Via Veneto data la frequentazione di molti personaggi del mondo dello spettacolo, di nobili e ricchi borghesi. Nonostante conviva con una donna molto gelosa e depressa, Emma, Marcello ha frequentazioni con donne di ogni tipo e di ogni ambiente. Una delle scene culmine è quando Marcello scappa con un’attrice svedese appena arrivata a Roma, Marcello prima accompagna la delegazione in un locale all’aperto chiamato Caracalla’s e poi scappa con la donna per le vie del centro di Roma fino a che la bella svedese non vede la Fontana di Trevi e non resiste dal volersi immergere, Marcello la segue ed entra con lei dichiarandole il suo amore salvo poi tornare in Hotel e trovare il fidanzato, che prima schiaffeggia lei e poi stende lui mentre viene immortalato dai fotografi.

 

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Da qui si snocciola una pellicola neorealista diventata capolavoro che compirà tra poco 55 anni è una Roma da scoprire nelle sue frivolezze, nelle sue follie romane, divincolandosi tra quello che oggi chiamiamo il jet set tra star e starlette e paparazzi in cerca del colpaccio nelle notti sfrenate della Via Veneto che fù. E’ una Roma eccentrica che si presta a fare da sfondo a storielle d’amore, ad adolescenti ambigui, a capricci da ricchi, fino a chi cerca una copertina ossessivamente una copertina e  a chi va in Mercedes ma non si potrebbe permette neanche una 126, non era una Roma tanto diversa da oggi ma forse c’era più classe, più stile nell’esagerare, nell’apparire è forse questo il motivo per cui si rinnegano tanto gli anni 60.

 

Dolce Vita, La