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San Giovanni in Laterano

 

Più precisamente il titolo di questa basilica è Santissimo Salvatore e Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano; è la cattedrale della città, indicata come "Madre e capo di tutte le chiese". La tradizione vuole che che fu lo stesso imperatore Costantino a definirne la costruzione, tra il 313 ed il 318; ma di nulla si sa. Era un edificio probabilmente a tre navate, con colonne trafugate da templi pagani, arricchito di pesantissime statue d'oro e d'argento, bacili, candelabri e vasellame di ogni tipo. Fu collegata al Palazzo Apostolico con il quale costituiva il Patriarchìo, come residenza del patriarca di Roma, cioè il papa; intorno, il battistero, una serie di cappelle, aule, archi, triclini, dove il pontefice, durante le solennità religiose, riuniva il clero e le rappresentanze popolari. A ricostruire la basilica pensò nel 910 circa Sergio III, che vi fu sepolto e la basilica divenne dopo di lui una sorta di grande mausoleo, perché vi furono successivamente sepolti ben 7 papi: Giovanni XI (931-935), Agapito II (946-955), Giovanni XII (955-964) e Silvestro II (999-1003), Sergio IV (1009-1112), Alessandro III (1159-1181) e Innocenzo III (1198-1216). La basilica nel 1308 fu danneggiata da un violento incendio; i restauri provvisori furono spazzati via da un secondo incendio nel 1361 e allora si arrivò alla completa graduale ricostruzione, fermo restando l'antica abside con i mosaici di Jacopo Torriti e Jacopo da Camerino, lo splendido Chiostro costruito dal Vassalletto tra il 1215 ed il 1232 e la facciata in laterizio già fatta erigere da Alessandro III, che aveva resistito a terremoti ed incendi. Martino V ebbe qui la sua sepoltura alla base dell'altare papale, entro il recinto della Confessione; e arrivarono gli affreschi di Gentile da Fabriano e Pisanello, la nuova Loggia delle Benedizioni voluta da Sisto V (1585-1590), l'organo costruitp da Luca Blasi nel 1599, il più grande ed antico tra quelli esistenti in Roma, ora non più funzionante, la ridecorazione del transetto con Clemente VIII (1592-1605) ed il nuovo disegno a cinque navate di Borromini voluto da Innocenzo X; finché fu cambiata anche la facciata, tra il 1732 ed il 1735, ad opera di Alessadnro Galilei, che provvide anche alla costruzione della Cappella Corsini, dove papa Corsini Clemente XII ebbe la sua tomba, Sotto il portico, l'ultima porta a destra, è la Porta Santa, myrata, che si apre solo durante l'Anno Santo. Fino ai lavori realizzati da Leone XIII (1878-1903), che volle ripristinare il presbiterio e l'abside costantiniana, opera di Francesco mVespignani su disegno del padre Virginio; si tratta di "un autentico falso" che stona con il rinnovamento settecentesco della basilica: peraltro la basilica si collegò così al battistero, ovvero San Giovanni in Fonte.
Vanto della basilica sono una serie di reliquie, che la rendono preziosa nella devozione popolare. A cominciare dalle teste degli apostoli Pietro e Paolo custodite, sul baldacchino gotico sovrastante l'altare papale, entro due busti d'oro e argento, realizzati nel 1804 come copia di quelli eseuiti da Giovanni di Stefano per Urbano V e rubati dai francesi durante l'occupazionedel 1799. Sotto il tabernacolo dietro le roste di legno dorato, è conservato l'altare di legno sul quale avrebbero officiato i primi papi. Alla testata del braccio sinistro del transetto c'è l'Altare del Sacramento, le cui quattro colonne di bronzo doratop sarebbero originari del Tempio di Gerusalemme, ma secondo altri del Tempio di Giove Capitolino, ottenute dalla fusione ordinata da Augusto dei rostri delle navi di Cleopatra vinte nella battaglia di Azio del 31 a.C., in ogni caso furono poste in opera da Pietro paolo Olivieri nel 1600, per l'Anno Santo. Sopra il timpano un reliquario conserva un frammento della tavola dell'Ultima Cena; la reliquia viene esposta il giorno di Pasqua. In fondo alla testata del braccio destro del transetto, in una sorta di museo, sono custoditi i reliquari di santa Caterina e santa Maria Egiziaca, il cilicio di Santa Maria Maddalena e la Croce stazionale detta costantiniana; nella sala sul lato sinistro del chiostro, è custodito il piviale detto di San Silvestro. Al lato del presbiterio è la tomba di Leone XIII, opera di Giulio Tadolini (1907).
Dietro l'abside della basilica nel giardino della canonica, è il singolare Monumento al Lavoratore eretto in onore di Leone XIII ed in memoria dello spirito sociale che animò il suo pontificato. La statua in marmo, inaugurata nel 1904, opera di Annibale Monti su disegno di Luigi Rosa, reca incisa su tavole di bronzo i testi delle tre encicliche sociali del papa Quod Apostolici muneris del 1878, Rerum Novarum del 1891 e Graves de communi del 1902; sul fregio le parole "Fede - Giustizia - Carità - Pace".

Apertura: 7-19 (in inverno fino alle 18)
Dove: Piazza San Giovanni in Laterano 4
Come arrivare: fermata metro San Giovanni, cinque minuti a piedi
info: 0606698643


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